Se si raggiunge lo stadio di maturazione definito dello "strato nero", con progressione della maturazione del residuo, si riduce anche la digeribilità dell'intera pianta.
Nella situazione ideale, il mais deve essere raccolto quando i grani sono ben maturi e il resto della pianta è ancora vitale.
In questo modo si crea la combinazione di massimo contenuto di amido, massima resa di sostanza secca e buona digeribilità del residuo.
In colture con sviluppo normale, l'attenzione deve concentrarsi principalmente sulla spiga, poiché questa contribuisce alla resa per il 50% circa, contiene buona parte della densità energetica della pianta e dell'amido altamente digeribile (vedere la sottosezione: Quote di peso e digeribilità dei componenti della pianta di mais).
È consigliabile scostarsi dalle date di raccolta solo in casi specifici:
Colture senza spiga
Questo tipo di coltura deve essere raccolto subito dopo la fioritura, per conservarne il valore come nutrimento. In questo caso, la digeribilità è fortemente ridotta, dopo la fioritura, come accade per il fieno e il contenuto di SS del materiale insilato sarà basso (25-27%).
Maturazione precoce dovuta a stress da siccità
Come accade nelle colture senza spiga, è necessario intervenire anche in caso di forte stress da siccità, che causa la cosiddetta maturazione precoce della pianta. Il contenuto di SS del materiale insilato è determinante in questo caso e non deve superare il 36%. Anche la spiga non deve essere troppo matura, per consentire un appropriato schiacciamento dei grani. Forti siccità dopo la fioritura, anche dopo buona impollinazione, ovvero con pannocchia ben formata, possono determinare la necessità di procedere al raccolto precocemente. Tuttavia, la raccolta dovrebbe aver luogo solo se la superficie delle foglie è secca alla base della spiga, oppure se non sono previste precipitazioni. Finché l'apparato fogliare nella zona della spiga è verde, l'accumulo di amido riprende dopo le precipitazioni. In questo caso una raccolta anticipata causerebbe un'elevata perdita di resa e di qualità.
Malattie gravi
In caso di malattia della pianta (ad es. malattia fogliare, marciume dello stelo, fusariosi, carbone del mais), si applicano anche delle circostanze eccezionali; in questo caso sarà necessario determinare di volta in volta se procedere a una raccolta anticipata. In questo caso si dovrà evitare una raccolta tardiva a causa delle tecniche di insilamento e per motivi igienici.
Danni dovuti alla grandine
La grandine può causare danni più o meno gravi sulla resa e la salute della pianta, a seconda della fase vegetativa in corso. Il tessuto danneggiato funge da ingresso per batteri e muffe, causando infezioni, ad esempio da carbone del mais (muffe portate dalla terra). L'uso di mais colpito da questa malattia nell'alimentazione non danneggia l'animale; ma il contenuto energetico e la stabilità aerobica del silo sono compromessi, per cui in questi casi si consiglia l'aggiunta di additivi per l'insilamento (vedere Additivi per l'insilamento).
Danni dovuti al gelo
Il danno dovuto al gelo negli stadi avanzati di sviluppo della pianta ne causa la morte. In questo caso sarà necessario procedere immediatamente alla raccolta per minimizzare la perdita di qualità.